Incentivi Comuni per CER

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Gli incentivi Comuni per CER sono un importante strumento introdotto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per accelerare la transizione energetica e favorire la diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sul territorio nazionale.

Sono contributi economici pensati per sostenere chi investe nella realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e decide di aderire ad una CER, promuovendo un modello energetico più efficiente, sostenibile e partecipato, in cui l’energia viene prodotta e condivisa localmente.

Sotto i 50.000 abitanti

In un primo momento, il Decreto CER (Decreto MASE n. 414 del 7 dicembre 2023), entrato in vigore il 24 gennaio 2024, aveva introdotto un contributo a fondo perduto – finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – che copriva fino al 40% delle spese sostenute dai partecipanti di una CER per la realizzazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili nei Comuni con meno di 5.000 abitanti.

Il successivo Decreto MASE n. 127 del 16 maggio 2025, entrato in vigore il 26 giugno 2025, ha ampliato la platea dei beneficiari. Il contributo a fondo perduto al 40% finanziato dal PNRR può ora essere richiesto per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili anche nei Comuni con meno di 50.000 abitanti.

Come funzionano 

L’incentivo Comuni per CER viene erogato sotto forma di contributo a fondo perduto e può coprire fino al 40% della spesa complessiva sostenuta per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. 

L’importo effettivo viene calcolato sulla base della spesa ammissibile dichiarata dal beneficiario e dei massimali stabiliti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. 

Il valore definitivo è indicato nell’atto di concessione del contributo, mentre la somma può essere eventualmente ridotta al momento del saldo, in base alle spese realmente sostenute e alla potenza effettiva dell’impianto installato.

Per accedere al contributo, è necessario soddisfare una serie di requisiti. L’impianto deve essere di nuova costruzione oppure oggetto di un intervento di potenziamento, avere una potenza nominale non superiore a 1 MW ed essere realizzato da soggetti che intendono aderire a una CER.

È inoltre necessario:

  • disporre del titolo autorizzativo per la costruzione e l’esercizio dell’impianto;
  • disporre del preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva;
  • che l’impianto sia ubicato in un Comune con meno di 50.000 abitanti;
  • che l’impianto si trovi all’interno dell’area coperta dalla stessa cabina primaria di riferimento della Comunità Energetica a cui si intende aderire.

L’avvio dei lavori deve essere successivo alla presentazione della domanda, mentre il completamento deve avvenire entro il 30 giugno 2026 e la messa in esercizio entro il 31 dicembre 2027.

Sono considerate ammissibili tutte le spese direttamente collegate alla realizzazione dell’impianto, come:

  • acquisto e installazione di pannelli fotovoltaici, inverter e sistemi di accumulo;
  • opere edili necessarie al montaggio e alla connessione alla rete elettrica;
  • installazione di hardware e software per il monitoraggio e la gestione dell’energia;
  • studi di prefattibilità, progettazione, direzione lavori, sicurezza, collaudi e consulenze tecniche.

Tutte le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda e documentate con fatture elettroniche e pagamenti tracciabili. Non sono ammessi pagamenti in contanti o spese sostenute prima dell’avvio dei lavori.

Il contributo a fondo perduto finanziato dal PNRR è cumulabile con altri incentivi in conto capitale, purché non derivanti da altre iniziative dell’Unione Europea, e con eventuali agevolazioni destinate a coprire i costi degli studi di prefattibilità e delle attività preliminari necessarie allo sviluppo del progetto. 

Non è cumulabile con il Superbonus, le detrazioni fiscali con aliquote ordinarie e altri incentivi in conto esercizio diversi dalla tariffa incentivante prevista per le CER.

Come aderire

Per accedere agli incentivi Comuni per CER e, nello specifico, al contributo a fondo perduto finanziato dal PNRR, è necessario presentare la domanda entro il 30 novembre 2025, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi disponibili, che ammontano complessivamente a 2,2 miliardi di euro. In caso di stop anticipato, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) pubblicherà un avviso ufficiale sul proprio sito.

La richiesta di accesso al contributo deve essere inviata esclusivamente online, attraverso il portale del GSE, utilizzando le proprie credenziali personali o lo SPID. All’interno del portale, è necessario selezionare l’applicazione “Sistemi di Produzione e Consumo – SPC” e seguire la procedura guidata descritta nella Guida all’utilizzo dell’applicazione SPC, disponibile direttamente nell’area riservata.

Le richieste inviate tramite altri canali – come e-mail, posta certificata, fax o raccomandata – non verranno prese in considerazione.

Durante la procedura, il soggetto beneficiario deve allegare tutta la documentazione relativa all’impianto e alla Comunità Energetica, oltre a un’autodichiarazione generata automaticamente dal sistema GSE al momento della compilazione. Tale autodichiarazione deve essere firmata e accompagnata da una copia di un documento d’identità in corso di validità.

Una volta inviata la domanda, il GSE provvede alle verifiche amministrative e tecniche necessarie.

Il beneficiario deve inoltre conservare tutta la documentazione a supporto della propria richiesta per eventuali controlli successivi. In caso di accertamenti, il GSE o gli enti competenti potranno richiedere la visione dei documenti e delle fatture comprovanti le spese sostenute.

Infine, è previsto il versamento di un piccolo contributo a copertura delle spese di istruttoria.

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