Guida completa alle Comunità Energetiche in Piemonte

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In un contesto sempre più attento alla transizione ecologica, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un modello innovativo di produzione, consumo e condivisione dell’energia elettrica basato sull’autoconsumo collettivo.

Le CER sono aggregazioni di cittadini, imprese ed enti pubblici, localizzati all’interno dello stesso perimetro geografico, che producono, consumano e condividono energia pulita da fonti rinnovabili.

L’energia prodotta dagli impianti di uno o più soggetti aderenti alla Comunità viene distribuita tra tutti i membri, generando benefici sul piano economico, ambientale e sociale per cittadini, imprese e territori.

In questa guida scopriremo come funzionano le Comunità Energetiche in Piemonte (e nel resto d’Italia), quali normative ne regolano la costituzione, quali vantaggi offrono e perché rappresentano un’opportunità concreta per un futuro energetico più equo, sostenibile e partecipato.

Come funzionano le CER

Possono aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile persone fisiche, PMI (anche partecipate da enti territoriali), associazioni, aziende territoriali per l’edilizia residenziale, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, aziende pubbliche di servizi alla persona, consorzi di bonifica, enti e organismi di ricerca e formazione, enti religiosi, enti del terzo settore, associazioni di protezione ambientale e amministrazioni locali individuate nell’elenco delle amministrazioni pubbliche predisposto dall’ISTAT ai sensi dell’art. 1, comma 3, della Legge n. 196 del 31 dicembre 2009.

Il requisito fondamentale è che ciascun soggetto sia titolare di un POD (Point of Delivery) – ovvero un punto di prelievo o immissione di energia elettrica – situato su una rete elettrica collegata alla stessa cabina primaria di distribuzione degli impianti di produzione della Comunità.

È possibile aderire alla CER in qualità di:

  • produttore di energia rinnovabile. È il soggetto che realizza e gestisce un impianto che utilizza fonti rinnovabili (come un impianto fotovoltaico), contribuendo alla produzione di energia pulita;
  • prosumer (o autoconsumatore) di energia rinnovabile. È sia produttore che consumatore. Possiede un impianto di produzione da fonti rinnovabili con cui soddisfa i propri bisogni energetici e condivide l’energia in eccesso con la Comunità, beneficiando al tempo stesso di quella prodotta dagli altri membri;
  • consumatore. È il soggetto che non produce energia in proprio, ma dispone di un’utenza elettrica e può coprire parte dei propri consumi grazie all’energia rinnovabile condivisa all’interno della CER.

Tutti i partecipanti – consumatori finali di energia elettrica o autoconsumatori (consumatori che possiedono un impianto di produzione da fonte rinnovabile e che producono energia per se stessi e per i componenti della CER) – mantengono i loro diritti di clienti finali, compreso quello della scelta del fornitore di energia elettrica e hanno la facoltà di uscire dalla Comunità quando lo desiderano, secondo le regole e le indicazioni contenuti nello statuto. Le stesse facoltà di ingresso e di uscita sono altresì garantite ai produttori da fonte rinnovabile.

Normativa

I riferimenti normativi a livello comunitario sono la Direttiva RED II (2018/2001/UE), che promuove l’utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili, e la Direttiva IEM (2019/944/UE), che disciplina le regole del mercato interno dell’energia elettrica. 
Entrambe rientrano nel più ampio pacchetto legislativo Clean Energy for All Europeans del 2019, pensato per accelerare il passaggio da un sistema energetico centralizzato basato su fonti fossili a uno più sostenibile, partecipativo e decentralizzato.

Queste direttive hanno introdotto per la prima volta i concetti di autoconsumo collettivo e Comunità Energetiche come soggetti giuridicamente riconosciuti, in grado di produrre, condividere e consumare energia rinnovabile su scala locale. 

La RED II, in particolare, ha fissato obiettivi ambiziosi per il 2030, tra cui il raggiungimento di almeno il 32% di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale dell’Unione, con una quota minima del 14% nei trasporti.

Grazie a questo impianto normativo, i singoli Stati membri – tra cui l’Italia – hanno potuto attivare misure concrete per favorire l’istituzione di Comunità Energetiche in Piemonte e nel resto del Paese, riconoscendole come strumenti strategici per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e partecipazione attiva dei cittadini al cambiamento.

A livello nazionale, l’Italia ha recepito la Direttiva RED II con il Decreto-Legge n. 162 del 30 dicembre 2019 (Milleproroghe), il Decreto Legislativo n. 199 dell’8 novembre 2021 e il Decreto Legislativo n. 210 dell’8 novembre 2021.

Il 4 gennaio 2023 è stata pubblicata la Delibera ARERA n. 727/2022/R/eel, nota come TIAD (Testo Integrato per l’Autoconsumo Diffuso), che ha definito nel dettaglio le modalità, i requisiti e le procedure operative per l’accesso ai benefici connessi alle diverse configurazioni di autoconsumo: individuale, collettivo e condiviso in forma di comunità energetica. Il TIAD ha inoltre aggiornato il quadro esistente, semplificando alcuni passaggi procedurali.

Più recentemente, il Decreto CER (Decreto MASE n. 414 del 7 dicembre 2023), entrato in vigore il 24 gennaio 2024, ha introdotto nuove misure per incentivare la diffusione delle CER e dell’autoconsumo collettivo, prevedendo:

  • un contributo a fondo perduto finanziato dal PNNR fino al 40% per la realizzazione di nuovi impianti nei comuni con meno di 5.000 abitanti;
  • una tariffa incentivante variabile per l’energia rinnovabile prodotta e condivisa all’interno delle CER.

Con il Decreto MASE n. 127 del 16 maggio 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha introdotto un’importante novità: l’ampliamento della platea dei beneficiari, estendendo l’accesso al contributo a fondo perduto che copre fino al 40% dei costi sostenuti per la realizzazione di un nuovo impianto anche ai comuni con meno di 50.000 abitanti. 

Vantaggi

Le Comunità Energetiche Rinnovabili in Piemonte e in tutta Italia offrono vantaggi tangibili su più livelli: economico, ambientale e sociale. 

Sia per chi produce energia rinnovabile sia per chi la consuma, entrare a far parte di una CER significa accedere a un modello virtuoso di autoconsumo collettivo che non solo riduce i costi in bolletta, ma contribuisce anche alla sostenibilità ambientale e alla coesione sociale.

Tra i principali vantaggi economici delle CER si menzionano:

  • riconoscimento economico diretto per i produttori. Chi mette a disposizione il proprio impianto di produzione riceve un riconoscimento economico diretto dalla CER per l’energia rinnovabile prodotta e condivisa. Nello specifico, la CER riceve dal GSE un incentivo economico, che viene poi redistribuito tra i membri della Comunità secondo criteri definiti dal regolamento interno;
  • tariffa incentivante per l’energia condivisa. L’energia prodotta e consumata all’interno della Comunità viene definita “energia condivisa”. Sulla quota di energia condivisa, il GSE riconosce alla CER una tariffa incentivante che premia l’attivazione di un modello di autoconsumo collettivo. Anche i consumatori ne beneficiano, ricevendo un ritorno economico proporzionato alla propria partecipazione. L’ammontare dell’incentivo dipende dalla potenza degli impianti e dai valori di mercato dell’energia;
  • corrispettivo di valorizzazione ARERA. È previsto anche il corrispettivo di valorizzazione dell’energia autoconsumata erogato da ARERA e aggiornato annualmente;
  • contributo a fondo perduto finanziato dal PNRR. Chi realizza un nuovo impianto per aderire a una CER può ottenere un contributo in conto capitale che copre fino al 40% dei costi, se l’impianto si trova in un comune con meno di 50.000 abitanti.

Aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile significa anche contribuire attivamente alla transizione energetica. L’energia condivisa all’interno di una CER proviene infatti da impianti che utilizzano fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici posizionati su tetti di abitazioni, edifici pubblici o spazi industriali. 

Utilizzare energia pulita prodotta e consumata all’interno dello stesso perimetro geografico consente di ridurre in modo significativo le emissioni di CO₂, limitare le perdite di energia dovute al trasporto sulla rete nazionale e contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi climatici fissati a livello europeo e nazionale.

Le CER generano anche valore sociale. Quando cittadini, aziende, pubbliche amministrazioni e realtà del terzo settore si uniscono insieme per produrre e consumare energia pulita, si attiva un processo di responsabilizzazione e coinvolgimento collettivo. 

Non si partecipa alla CER solo per ricevere un incentivo economico o per ridurre i costi in bolletta, ma per contribuire attivamente a un progetto condiviso, in cui ogni membro diventa parte di una rete virtuosa che promuove l’inclusione, la trasparenza e il senso di appartenenza al territorio.

Le CER rappresentano inoltre un’opportunità per combattere la povertà energetica, rendendo l’accesso all’energia più equo, stabile e conveniente, anche per le fasce di popolazione più vulnerabili. 

In molti contesti, l’energia condivisa consente di garantire una copertura più efficiente dei bisogni energetici delle famiglie, riducendo le disparità e contribuendo a creare un tessuto sociale più solidale.

Da ultimo, le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano anche un importante fattore di innovazione. In un contesto globale sempre più instabile – tra rincari dei prezzi, crisi geopolitiche e interruzioni nelle forniture – poter produrre e utilizzare energia rinnovabile a livello territoriale consente di ridurre la dipendenza da fonti esterne e garantisce maggiore continuità e sicurezza nei consumi.

Questa autonomia energetica contribuisce a rendere i territori più preparati ad affrontare situazioni critiche e a gestire in modo più efficace le proprie risorse. Inoltre, le CER attivano nuove opportunità economiche per il territorio, stimolando la nascita di filiere locali legate all’energia pulita, alla manutenzione degli impianti e ai servizi digitali per il monitoraggio dei consumi.

Vuoi far parte anche tu di questo cambiamento? UnionCER è pronta ad accoglierti.

UnionCER è una Comunità Energetica Rinnovabile con sede in Piemonte che promuove un nuovo modo di produrre, condividere e consumare energia, partecipato, sostenibile e accessibile a tutti.

Entrare a farne parte è semplice: ti basta compilare il form di contatto con i tuoi dati (bastano pochi minuti per avviare la procedura). Verificheremo rapidamente i requisiti richiesti e, se tutto è in regola, potrai formalizzare l’adesione direttamente online. Il contributo previsto è una quota simbolica di 10 euro all’anno.

Una volta completata l’iscrizione, sarai ufficialmente parte di UnionCER e potrai iniziare a beneficiare di tutti i vantaggi dell’energia condivisa.

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